pensavo

pensavo a mergellina con le sue scorie. pensavo al castel dell’ovo c’annasconne oro ‘e munnezza. pensavo a cuma e a ersilia maria crisci. pensavo al volto di una donna della tanzania, pensavo a buenaventura durruti, pensavo ad un vecchio proverbio swahili, pensavo ai miei fraterni amici. pensavo alle carceri, pensavo a mumia abu-jamal. pensavo al costo di un’altalena in un parco, pensavo a mio padre. pensavo a prince, a maya, a lillo, ad erban. pensavo a tutti i bambini e ragazzi che ho conosciuto. all’assurdo nel mondo. pensavo a jean genet e allo sguardo di danilo dolci. pensavo alle quattro giornate di napoli. pensavo alle parola mestiere. pensavo ai crepuscolari e allo spleen di baudelaire: a irene che me li ha fatti conoscere è se n’è ghiuto senza fare rumore, prima di svuotare un’altra bottiglia, pensavo al suo garbo, ai suoi occhi fieri, leali e sfacciati. pensavo…, mentre nella città sottovuota ancora si generano violenze su violenze, ancora lobby, ancora intrallazzi, ancora accordi sotto banco. Ancora faccendieri. Ancora assenza di vita e meraviglia.

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