contromano

Dice verità: chi? Risponde domanda. Il sax è seduto in custodia gli fa compagnia la polvere. La voce è assente spiffera la rugosità di una tonalità anarchica. L’assenza di una presenza mi ricorda mia nonna. Ed ecco che ripesco  nella mente bambini sul bagnasciuga spruzzarsi acqua e diffondere sorrisi immacolati.

Chiede silenzio a che punto è l’armonia dei fiati? Il cuore pompa la polpa di un battito non ancora battuto: batte forte a perdifiato corre sull’ovale prato di granturco.

Nella meraviglia dell’attesa si srotola il pettirosso ferito che tratteggia l’ascesa della mente e sussurra: aluta continua, la lotta continua.

L’assolo dell’ottone permane nelle risaie e nei campi elisi della mente; ancora acerba.

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finalmente

– Cos’è l’amore? Chiese.

– Uno spavento armonico, rispose.

– che vuoi dire?

– Guarda, imbullonò.

– Non posso, ribadì.

– Perché?

– Mi perdo, disse piano.

– Niente ci può immunizzare dal pericolo, sibilò.

– Lo so, ma non posso lo stesso.

– Perché?

– Ho troppe fate nella testa, troppe coccole nel cuore, ognuna è un viso che ho fatto fuggire.

– Guarda, disse.

– Vorrei piangere.

– Fallo.

– Sarebbe una lacrima in un mare di lacrime antiche.

– Bisognerà pure iniziare a conoscere queste acque che ci portiamo nel petto, disse.

– Ho paura, inchiodò.

– Finalmente, disse.